Con 3 campi gara in contemporanea e piu di 600 atleti Bologna TD si conferma una delle gare più attese

Bentrovati.

Difficile assistere in Italia ad una gara di CrossFit/Functionalfitness dove per due giorni interi girano 3 campi gara in contemporanea per più di 600 atleti.

Difficile anche trovare una gara che offra un minutaggio così generoso: pensiamo alla categoria Elite che è stata impegnata per più di 2 ore di workouts complice chiaramente una prova di endurance mai vista in Italia come il Triple 3 e le altre categorie tutte sopra all’ora.

Gli sforzi dell’organizzazione, per chi ha avuto modo di vivere il dietro le quinte, sono encomiabili. Anzi, forse non è necessario aver vissuto il dietro le quinte (come chi scrive) per comprendere che Nando Capobianco, owner di Bologna Throwdown, e la sua enorme squadra hanno fatto un lavoro a dir poco folle.

  • Folle perchè gestire un campo gara già di per se è complesso; gestirne 3 in contemporanea per due giorni senza sosta con più di 600 atleti è tutt’altra altra cosa.
  • Folle perchè con questo set-up il rischio di incappare in qualche inconveniente sale all’aumentare della complessità: è una semplice regola statistica che i ragazzi di Bologna TD avranno sicuramente messo in conto.
  • Folle perchè alzare l’asticella ogni anno, così come fanno altre gare in Italia, in un contesto in cui le risorse principalmente economiche scarseggiano comporta dei rischi che i ragazzi di Bologna Throwdown non hanno avuto paura di affrontare.

Possiamo dire tranquillamente, fattorizzando anche feedback arrivati all’unisono da Miami post Wodapalooza, che il livello di qualità che viene offerto in Italia in termine di: rispetto delle tempistiche, comunicazione, cura verso l’atleta e livello di judging è decisamente di prim’ordine se non spesso superiore merito di tutti i “Nandi” che organizzano gare di questo tipo spesso chiedendosi, senza una vera risposta, “ma chi me lo fa fare…?!“.

E merito di squadre di volontari che si dannano l’anima per far in modo che tutto giri alla perfezione, che ci siano i dischi da 2,5kg dove servono e al momento giusto, che non manchino i Dumbells corretti in ogni sezione, che venga montato e smontato tutto in tempo e così via. Merito poi di comparti giudicanti come Project Judges che in ogni condizione e complessità riesce a far sì che miracolosamente tutto proceda senza intoppi mettendo sul floor un’attenzione maniacale sugli gli standard.

In una gara come Bologna Throwdown vengono giudicate centinaia di migliaia di ripetizioni tra tutte le categorie e workouts. Capite bene quanto questo possa aumentare proporzionalmente il rischio di errori all’aumentare dei volumi. Complimenti a tutti per come si sia riusciti a mantenere alto il livello senza intoppi.

Gli atleti che hanno gareggiato non possono non essersi accorti di tutto ciò. Atleti che sono stati messi alla prova con workouts belli, studiati molto bene che hanno soddisfatto tutti.

Workouts che, bisogna dirlo, erano anche molto duri. Non tanto per skill particolari o innovative richieste, quanto proprio per la loro costruzione e del flow che ne derivava.

Se da una lettura sommaria potevano sembrare alcuni un po’ too much, in realtà si sono rivelati proporzionati alla qualità degli atleti che hanno popolato le varie categorie.

Al di là del Triple 3, bellissimo, leggere questo wod (vedi sotto) con tutto questo volume di Ring MU Unbroken ed HSW UB avrebbe fatto sobbalzare dalla sedia chiunque. E invece la maggior parte degli atleti presenti sul floor è riuscita ad eseguire il workout offrendo uno spettacolo eccezionale.

Non è sufficiente scrivere dei bei workout ma è necessario conoscere il roster di atleti che compongono la gara.

In altri contesti probabilmente avremmo assistito ad atleti che al terzo giro, o anche prima, avrebbero sostato sotto gli anelli senza procedere. Qui no, evidenziando il fatto che a Bologna Throwdown si può osare proponendo prove da Semifinals/Games.

Continuiamo a descrivere giusto brevemente le prove almeno per la categoria Individuals.

La prima giornata inizia presto, verso le 8.00 am già le prime Heat iniziano i loro wod. Il campo C è dedicato al Triple 3 per la sola categoria Elite.

Il workout, per chi non se lo ricordasse, è composto in sequenza da 3000 Metri Row, 300 Double Unders e poco meno di 5k Runn (3 Miles). Una prova da Games che per circa 35-50 minuti tiene impegnati gli atleti con la corsa finale in un percorso esterno asfaltato ma in mezzo al verde. Negli uomini la spunta Luca Catelani con 34.04, secondo Federico Giovannini e terzo Daniele Patti.

Per le ragazze Irma Grizzetti marca un 36.36, davanti a Jessica Lancioni e Evelin Meler.

Il sabato prosegue con ben altri 2 workout andando a stimolare tutti i domini per quanto possibile in modalità tipica IF3, specie per le categorie Indy. Già in nomi delle prove evocano ciò che viene proposto nei campionati marchiati IF3: Endurance, Strength, Bodyweight, per poi passare a Mixed e Power, in qualità di Semifinale, la domenica.

Altro workout terribilmente atteso, quindi, oltre a Bodyweight di cui abbiamo parlato all’inizio, è stato Strengh per la gioia degli atleti “grossi” e dei fotografi.

Un for time fatto di 3 wave da 10 Squat Clean pesanti. Per la categoria Elite 110/75 , Regular e Junior 90/60. Dove si alzano pesi lo spettacolo è assicurato e anche qui abbiamo assistito a tempi straordinari: il 3.08 di Cecilia Basaglia risulta il migliore della giornata. Per i maschi Elite, Federico Giovannini vince con 3.15.

Christian Cataldo

Impressionante anche il livello dei Junior e U21. Alessandro Profumo e Christian Cataldo chiudono i loro 30 Squat Clean a 90kg a pari merito fermando il cronometro a 4 minuti esatti. Abbiamo raccolto le impressioni di Christian a caldo. Un ragazzo di grande talento che da anni calca i floor di tante competizioni nazionali e internazionali con successo. Praticamente a vent’anni ha già l’esperienza di un Master 50!!

La domenica è dedicata all’ultimo workout per tutti aspettando il primo cut che decreterà i Semifinalisti. Mixed è, come dice il nome, un wod dove è richiesto di saper gestire in 12 minuti G-W-M.

3 Round For Time di: 3 Legless Rope Climb (in base alle categorie diventeranno in parte o in toto rope climb normali), 15 BBJO e ben 21 Snatch (50/35 Elite). Vince a sorpresa (sorpresa sicuramente per chi non lo conosceva fino in fondo) Daniele Patti che si impone davanti a Valerio Tufo e Brian Bastianelli.

Ed è qui che probabilmente Daniele ha vinto Bologna Throwdown. Non era tra i favoriti alla vigilia così come si sentiva meno confident nei workout con pesi da gestire, per lo meno rispetto agli altri atleti nel roster. Un gatto nella legless e veloce ma costante sui burpees, chiude gestendo con calma gli snatch a 10.34 davanti a tutti.

Cecilia Basaglia

Nelle ragazze per un secondo Alessandra Conzo è davanti a Cecilia Basaglia e 5″ davanti a Evelin Meler confermando un livello alto ma ben proporzionato con risultati mai scontati.

Nel pomeriggio arrivano le Semifinali per tutti: Individual e Team sono chiamati sul floor a confermare il loro livello di fitness attraverso un 5° workout. Qui il primo cut che prevede 12 atelti per la categoria Indy e 24 squadre per la categoria Team con l’eccezione di 12 nei Regular MW/Master 80+ e 36 nei Regular M Indy.

La Time line si va via via assottigliando e iniziano ad esserci dei buffer di riposo un po’ più ampi che aiutano un po’ tutti a rifiatare, complice il successivo workout, una sparata di 5 minuti in cui gli Individual Elite dovevano effettuare for time: 30 CTB, 15 Sand Bag Ground to Shoulder e altri 30 Chest to Bar per poi correre alla finish line.

Finish line, finish line… Com’è bella la finish line! Già perchè vedere un workout che sfrutta tutta la lane per poi offrire al pubblico e agli atleti stessi la corsa finale è una delle cose più esaltanti e spettacolari che si possono gustare in una competizione, esattamente come viene fatto ai CrossFit Games. Purtroppo ancora i chip alle cavigliere non vengono introdotti sennò avremmo assistito probabilmente a tackle duri nei confronti dei fotografi piazzati a bordo campo o schiantandosi alla meglio addosso alle balaustre 🙂

Per le finali altro cut e roster ridotto a 6 atleti Indy Elite.

Workout molto differenti tra le varie categorie che hanno comunque assicurato un alto grado di spettacolarità.

Valerio Tufo riesce a portarsi a casa la vittoria. Grande prova la sua nonostante tutto e nonostante fosse ritornato in Italia solo da poche ore reduce dall’esperienza di Miami. Secondo Alberto Pirani seguito da Daniele Patti che va a vincere il suo primo Bologna Throwdown.

Nelle Elite F Evelin Meler chiude la finale da vincitrice con un 4:44, seconda Angelica Schivo, terza Jessica Lancioni e 4° Cecilia Basaglia. Anche per Cecilia prima vittoria overall a Bologna Throwdown dimostrando un livello di fitness da top athlete.

Atelti di alto livello che ritroviamo un po’ in tutte le categorie in questo Bologna Throwdown che sembra a tratti inaccessibile per il livello proposto ma che in realtà ha dato modo a quasi 2/3 degli iscritti di partecipare ai live confermando che resta una gara per tutti.


Una nota su quanto accaduto in Finale che ha inevitabilmente scatenato delle polemiche.

Non essendo in veste di opinionisti, scegliamo di non entrare nel merito commentando le decisioni dei singoli, tanto più che sui social, nel giro di pochissimo tempo com’era prevedibile, non sono mancate strumentalizzazioni alle quali, per buon gusto, preferiamo non dar seguito per rispetto dell’organizzazione e di tutto lo staff di Bologna Throwdown che ha messo in piedi una bellissima gara (lo possiamo sottolineare senza esitazioni).

L’accaduto: in estrema sintesi, 3 atleti su 6 (Giovannini, Bastianelli e Cappellini) si sono presentati alla starting line della Finale della categoria Individual Elite senza successivamente eseguire la prova. Tale decisione è stata assunta in linea con le indicazioni fornite dal loro coach Andrea Barbotti ed è riconducibile al disaccordo manifestato in merito all’attribuzione dei punteggi della Finale maschile.
In particolare, lo scoring system applicato prevedeva una ripartizione dei punteggi su base 36 (e non su base 6) come stabilito dal regolamento in vigore sulla piattaforma di scoring. Considerata, tra le altre, l’impossibilità di modificare lo scoring system in corso d’opera, tale impostazione, in virtù dei punteggi già acquisiti dagli atleti, rendeva di fatto matematicamente ininfluente l’ultimo WOD ai fini della classifica finale per gli atleti in questione.

Non entriamo in maggiori dettagli in quanto le motivazioni delle varie parti, i tecnicismi, i commenti, i contro-commenti e i comunicati stampa di Bologna Throdown, JudgeRules e Project Judges sono disponibili sulle pagine social dei diretti interessati. Tutte fonti utili per farvi una vostra idea e opinione di quanto accaduto.


I vincitori di Bologna Throwdown 2026

Tutte le classifiche complete e aggiornate le trovate su JudgeRules

Regular M – Matteo Berardi

Regular F – Alessia Michelutti

Elite M – Daniele Patti

Elite F – Cecilia Basaglia

Mater 35 M – Tommaso Peveri

Master 35 F – Rachele Brambilla

Master 40 M – Emiliano Mastracci

Master 45 M – Michele Gabba

Teen M – Arzenton Thomas

U 21- Christian Cataldo

Team Experience MM – Marco Buelli e Nicola Plebani

Team Experience MF – Luca Brencella e Lucia Larocca

Team Experience WW – Giulia Migliore e Erica Rodighiero

Team Regular MM – Giorgio Malnati e Ruy Gonzalez

Team Regular MW – Silvia Marghelli e Stefano Bolelli

Team Master Master 80 – Serena Bonacina e Michele Ferrari

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CrossFit lover over years with hystorical passion for sports, analysis and journalism.
Training early morning, working class for an Investment Banking daily, writing something on the blog late.
Founder of Dummies at the Box italian crossfit blog

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