Prima parte della più completa ed approfondita analisi dei risultati dei Games 2022

Categoria Individual Man

Ci siamo presi un po’ di tempo dalla fine dell’edizione 2022 dei Games tenutesi a Madison (Winsconsin, USA) ad agosto di quest’anno, per analizzare in maniera più approfondita i risultati ottenuti dai primi 30 atleti classificati.

Cercheremo di entrare nel merito dei risultati con una comparazione tra le varie tipologie di workout proposti durante la manifestazione. Il report sarà strutturato in più puntate, in modo da non risultare troppo pesante da leggere.

In questo primo pezzo affronteremo i risultati ottenuti nella categoria men

Nell’ottobre 2002 è comparso sul CrossFit® Journal un articolo intitolato ‘What is Fitness?’ che presenta ed esplora gli obiettivi della programmazione nel CrossFit®. Molti di voi hanno sicuramente familiarità con il WOD (Workout of the Day), ma probabilmente hanno meno chiaro la logica con cui i WOD vengono costruiti e le motivazioni specifiche nella costruzione di una programmazione.

Senza dilungarci troppo su quest’argomento, che tratteremo in maniera dettagliata in un articolo dedicato, è comunque importante sapere che tutto è basato sulla combinazione alternata o contemporanea di tre Domini (o componenti).

  • La prima è quella chiamata ‘Monostructural Metabolic Conditioning’ (conosciuta anche come ‘dannato cardio’), di cui fanno parte la corsa, il nuoto, i vari ergometri, il salto della corda etc.
  • La seconda macro-area è la Ginnastica, di cui fanno parte tutti quelli esercizi a corpo libero che contrastano la forza di gravità e che si svolgono senza (push-ups, handstand walk, air squat, etc) o con (muscle-ups, handstand push-ups, box jump, etc) l’ausilio di pareti, corde, box, sbarre o anelli.
  • Infine, la terza è quella rappresentata dal Weightlifting, di cui fanno parte tutti quei movimenti di pesistica e di lanci, in cui c’è un oggetto esterno da controllare, muovere o lanciare, come i movimenti della pesistica olimpica (Snatch e Clean & Jerk), ma anche i movimenti con le Kettlebells, palle mediche etc.

Una volta compreso questo – e sono sicuro guarderete le lavagne dei vostri box con un occhio differente – possiamo passare alla struttura dei workout proposti all’interno dell’edizione 2022 dei Games. Quest’anno, è bene ricordarlo, sono i primi senza Dave Castro come deus ex machina ma sotto la supervisione di Andrew Bozman.

Analisi workouts 2022 vs Anni precedenti: un cambio di rotta

Considerando quanto appena detto, e combinando le tre componenti, è possibile ottenere 7 diverse combinazioni (Tabella 1)

Table 1 – riassunto dei 13 eventi che hanno caratterizzato i CrossFit® Games 2022 e loro frequenza numerica.
G = ginnastica, M = monostrutturale, W = weightlifting

Come possiamo notare dalla Table 1, nei 13 workouts proposti in quest’edizione dei Games la maggior parte è rappresentata da quelli che comprendono elementi monostrutturali e di weightlifting (5 eventi, pari al 38% del totale), a seguire quelli monostrutturali e ginnastica (23%) e infine quelli che comprendono ginnastica e weightlifting (15%). Il resto è rappresentato da eventi a singola o tripla componente.

Ricordiamo che l’evento ‘The Alpaca’ è stato ridotto per via delle condizioni avverse, cambiando di fatto lo schedule iniziale.

Sui 13 workout proposti, quasi i tre quarti comprendevano elementi di weightlifting (70%), quasi la metà (46%) presentavano elementi di ginnastica e il 75% elementi monostrutturali.


Se in queste considerazioni generali apriamo il confronto con i 4 anni precedenti (2018-2021; Figura 1), quelli proposti sostanzialmente da Castro, salta subito all’occhio una netta differenza con quanto programmato per questa edizione.

  • Prima di tutto, quest’anno nessun evento di pura ginnastica è stato proposto, mentre – solitamente – nelle passate edizioni almeno un workout era presente (handstand hold, sprint, …).
  • Altro aspetto non indifferente, sono i combinati monostrutturali-weightlifting: nelle 4 edizioni precedenti non hanno mai superato il 20% dei workout totali (come dimenticare le polemiche innescate dal cinque volte campione Matt Fraser), mentre nel 2022 siamo arrivati quasi al 40%.
  • I WOD a tripla componente sono invece drasticamente diminuiti, nel 2019 rappresentavano addirittura il 50% dei workout totali, mentre nell’odierna edizione solo l’8% del totale.
  • Di contro, gli eventi caratterizzati dal binomio monostrutturali-ginnastica non sono praticamente mai stati presi in considerazione dal carismatico ex General Manager of Sport di CrossFit® (un’apparizione sola nell’edizione 2020, la più lunga di sempre), mentre nel 2022 raggiungono quasi un quarto dei workout proposti.

Non sappiamo se la netta discontinuità rispetto alle passate edizioni sia dovuta al licenziamento (e poi riassunzione) di Castro, come a voler prendere le distanze dalla sua figura, ma sembra lecito pensarlo.

Figura 1 – analisi con grafici a torta delle tipologie di workout proposti negli ultime 5 edizioni dei CrossFit® Games

Attribuzione punti e ordine temporale dei workouts

Table 2 – Sistema di attribuzione punti durante i CrossFit(R) Games. La colonna 40 rappresenta i punti prima del taglio a 30 (colonna successiva).

Altri aspetti importanti da tenere in considerazione sono il sistema di attribuzione punti e l’ordine temporale dei workout (Table 3).

Gli score vengono adattati al numero di partecipanti all’evento (Table 2).

Ricordiamo che i qualificati – per gli individuals sono 40 – che diventano 30 nel taglio della quarta giornata (generalmente il sabato), e senza successivi tagli (come è accaduto invece nelle scorse edizioni), per quest’edizione, considerata la più inclusiva di sempre.

Analisi risultati – Categoria Men

Analizziamo ora i risultati dei 30 atleti giunti fino alla fase finale, sulla base degli scarti percentuali tra il migliore ed il peggior atleta di ogni evento, in funzione della tipologia di workout.

Nella tabella seguente (Table 3) sono indicati gli eventi durante i Games 2022 in ordine cronologico di svolgimento, con le componenti richieste per ogni evento, e:

  • gli scarti – in percentuale – tra il time cap (colonna Delta_tempo_%) e il tempo medio impiegato dagli atleti,
  • gli scarti in percentuale tra il primo e il 30esimo atleta qualificato (colonna Delta_%).

Giusto per essere chiari, prendiamo ad esempio il primo workout, ‘Bike To Work’, dove lo scarto in percentuale tra il tempo medio impiegato dagli atleti e il time cap è del 23%, cioè gli atleti – mediamente – hanno impiegato il 23% di tempo in meno rispetto al time cap. Mentre, la differenza tra il tempo impiegato dal primo e il 30esimo classificato è circa del 13%, il che vuol dire che il primo classificato è stato il 13% più veloce dell’atleta che si è classificato 30esimo.

Allo stesso modo, in Tabella 4 è presentata la medesima analisi, con gli scarti medi percentuali in funzione della tipologia di workout proposto (e quindi delle componenti richieste).

Tenendo bene a mente questi concetti, proviamo ad entrare nel merito dei risultati di quest’edizione.

Table 3 – Tabella riassuntiva degli eventi durante l’edizione 2022, la prima colonna rappresenta le componenti richieste nello specifico wod, mentre la colonna Delta_T_% rappresenta la differenza percentuale tra il time cap e quando impiegato mediamente dagli atleti, infine la colonna ‘Delta_%’ rappresenta la discrepanza tra il primo e l’ultimo atleta. Il dato risulta mancante non era presente un time cap, oppure lo stesso non era rilevante ai fine dei risultati (esempio: 1-rep max). In rosso il dato peggiore ed in verde il dato migliore.
Table 4 – differenze media percentuale in funzione della tipologia di componente coinvolta nel workout. In rosso il dato peggiore ed in verde il dato migliore.

È interessante osservare alcuni punti:

  • Nella maggior parte degli eventi, tutti gli atleti sono stati capaci di completare il workout all’interno del time cap (11 su 13). I due eventi in cui il time cap non è stato rispettato sono ‘Elizabeth Elevated’ e ‘Back Nine’
  • Meno di un terzo degli atleti (30%) è stato infatti in grado di completare l’evento ‘Elizabeth Elevated’ all’interno del tempo limite e, per questi atleti, lo scarto medio rispetto al time cap è stato solo del 4%. Tradotto, quest’evento aveva un time cap piuttosto risicato rispetto a quanto effettivamente impiegato dagli atleti. Non sappiamo se sia una scelta voluta o sia invece il risultato di un’ottimistica valutazione del time cap durante le prove effettuate dal Demo Team, poi non confermata dalla performance degli atleti in gara.
  • L’evento con lo scarto maggiore in termini percentuali tra time cap e tempo medio effettivo impiegato è ‘The Alpaca’ (evento ridotto) con il 56%, a seguire ‘Back Nine’, con il 34%. In questo caso oltre il 15% degli atleti non è riuscito a stare all’interno del tempo limite. Quindi in quest’ultimo evento, o l’atleta ha fatto segnare un buon tempo, oppure non è riuscito a finire il workout, probabilmente a causa degli elevati carichi richiesti per tutti i movimenti (yoke carry, front squat e deadlift).
  • L’evento che ha presentato una minore differenza tra il vincitore e l’ultimo classificato è il primo, ‘Bike To Work’ È stato il workout di apertura di questi Games ed era – relativamente – low skills.
  • L’evento che ha presentato invece la maggiore differenza (84%) tra il primo e l’ultimo classificato, è l’evento ‘Shuttle To Overhead’, in particolare la parte B (max Clean & Jerk). La causa può essere ricercata nella tipologia di workout ad intervalli, con una parte di corsa prima delle max reps e nei time cap piuttosto ridotti (l’atleta che ha fatto più ripetizione ne ha fatte 19 e quello che ne ha fatte meno, 3). A seguire ‘Back Nine’, ‘The Alpaca’ e ‘Hat Trick’, tutti e quattro caratterizzati da componenti monostrutturali e di weightlifting. Nonostante questo, in 3 casi su 4 (tranne che in ‘Back Nine’), tutti gli atleti sono stati capace di completare il workout (o di effettuare almeno una ripetizione) all’interno dei time cap. I lavori in cui si abbinano una componente cardio ed una di weightlifting sono quelli più onerosi in termini di prestazione, ma sono anche quelli a cui gli atleti sono più abituati e quindi capaci di portare a termine anche se con differenti margini.
  • Mediamente lo scarto tra il primo è l’ultimo è stato superiore al 30%. Non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma è un dato statistico rilevante. All’interno di un élite, come quella rappresentata dagli atleti qualificati ai Games c’è comunque una grandissima variabilità e differenza di prestazione.
  • Tra i 5 peggiori scarti percentuali tra primo e l’ultimo, tre sono negli ultimi due giorni di competizione, sintomo di come l’accumulo della fatica (e la sua gestione) all’interno della kermesse giochi un ruolo fondamentale. Inoltre, nella seconda giornata, dopo l’evento ‘Skill Speed Medley’ (in cui progressivamente il numero degli atleti viene ridotto) i primi dieci classificati (e quindi quelli che hanno fatto tutti e tre i rounds) sono scesi – in media – di due posizione in classifica dopo il workout successivo (‘Elizabeth Elevated’), mentre chi è uscito subito o durante le semifinali (dal 10 al 30esimo posto) ha mediamente migliorato di un posto la sua posizione nella classifica generale.
  • I dati sembrano mostrarci come – in media – più un workout è lungo, in termini temporali (> 10 min), minore è la differenza tra gli atleti. Workout più lunghi, che richiedono una gestione dello sforzo (e quindi una maggior forza-resistenza) tendono a livellare la prestazione degli atleti élite
  • Gli eventi caratterizzati dalla singola, o da tutte e tre le componenti, presentano scarti minori se paragonati a quelli a due componenti, in particolari quelli rappresentati dalla combo monostrutturale-weightlifting.

La prestazione degli atleti in gara

Dall’analisi delle posizioni durante la kermesse è interessante notare come quattro atleti tra i primi cinque non siamo mai scesi oltre la sesta posizione nella classifica overall, sintomo di come sia richiesta una prestazione elevata durante l’arco dell’intera competizione.

Inoltre, nessuno dei primi trenta qualificati era al di sotto della trentesima posizione al termine della prima giornata, e soprattutto non è mai uscito dai 30 nei giorni successivi. Insomma, chi è partito bene è andato migliorando oppure è rimasto – sostanzialmente – stabile nel corso di tutti i giorni di gara.

In linea generale, chi era nei primi dieci al termine delle prime due giornate ha poi tendenzialmente migliorato la sua posizione al termine dell’edizione 2022, mentre i classificati dalla undicesima alla ventesima posizione, hanno avuto una variabilità relativamente alta, che è andata a stabilizzarsi intorno al terzo giorno di gara.

Infine, chi ha concluso tra la ventunesima e la trentesima posizione finale, mostra generalmente una tendenza a partire forte nei primi due giorni di gara per poi avere un calo nei successivi tre.

Sintomo – presumibilmente – di un calo dell’impegno psico-fisico richiesto lungo l’interno arco della competizione.

Figura 2 – andamento in classifica overall dei primi 30 classificati (suddivisi ogni 10 posizioni) nell’arco dei 5 giorni di gara suddivisi per workout (secondo l’origine cronologico svolto)

Take Home Messages

In generale la preparazione degli atleti qualificati ai CrossFit® Games ha permesso ad ognuno di loro di completare quasi totalmente gli eventi di quest’anno.

  • Tra i take home messages è importante notare come la preparazione nel barbell cycling – e più in generale nel weightlifting – pare essere fondamentale per costruire una prestazione solida e garantire un buon posizionamento in classifica.
  • Inoltre, la prestazione che segna la differenza sembra essere quella nei workout ad altissima intensità (con time cap molto bassi), mentre eventi di lunghezza maggiore tendono a livellare la prestazione degli atleti.

Come lecito aspettarsi, la gestione dello sforzo nell’arco della competizione, rimane un elemento fondamentale e di primaria importanza, soprattutto nella gara più lunga dell’intero panorama CrossFit®.

In conclusione, l’analisi dell’andamento di quest’edizione 2022 dei Games ci riporta alla mente il due volte fittest-man-on-earth Justin Medeiros che alla domanda su quale fosse la strategia migliore per affrontare un workout rispose – ‘Parti forte, aumenti a metà e dai tutto alla fine’.

TO BE CONTINUED…

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