Prestigio, influenza mediatica e differenze tra i CrossFit Games e i Rogue. Come funziona il Rogue Point System.
Siamo tornati da qualche giorno dalla Scozia che ci aveva accolto con vento, suoni di cornamuse e a sprazzi con un sole inaspettato.
I Rogue Invitational, seppur fatti in UK per due anni di seguito, sanno però molto di America. Vuoi per il fatto che Rogue stessa sia l’emblema dell’equipment CrossFit marchiato USA o e vuoi per il fatto che la macchina operativa e organizzativa è guidata al 90% da “americans“.
E si, sanno molto di America probabilmente perché il paragone con i CrossFit Games è sempre sulla bocca di tutti o per lo meno di chi ha calcato questo palcoscenico non solo da atleta ma anche da giudice o da semplice spettatore.

In 3 giorni si condensa la crem de la crem degli atleti mondiali e nessun personaggio che gravita in questo mondo vuole mancare: dai migliori coaches, ai più influenti media fino agli atleti del recente passato.
Tutti lì, in un condensato di emozioni. Un palcoscenico di assoluta eccellenza per quanto riguarda lo sport del fitness, per quanto riguarda il CrossFit, forse anche più dei Games.
I Rogue Invitational, dicevamo, sono qualcosa di effettivamente diverso da tutte le gare che siamo stati abituati a raccontare, e per gli atleti vale lo stesso discorso.
Anche per i campioni, è una competizione completamente differente da quelle a cui solitamente sono abituati a partecipare.
Prima di tutto lo stile delle prove, il disegno dei workout a cui gli atleti vengono sottoposti. Per l’80% vengono premiati gli atleti capaci di gestire masse importanti di peso, con un work load spinto al massimo. Di 9 workout, 2 erano di puro CrossFit. Sul resto l’influenza strongman era piuttosto marcata.


Se avete seguito i nostri contributi sui social, avrete ben compreso le difficoltà di Elisa Fuliano (ma non solo) già al primo giorno nel dover sostenere prove disegnate per atleti da masse fisiche importanti.
Quest’anno poi, dai commenti raccolti, sembrerebbe che molti atleti/e si siano stupiti dell’eccessivo carico già al primo giorno di gara dove la schiena e la zona lombare ne ha maggiormente risentito. Forse un po’ too much.
Lo stile Rogue Invitational appare comunque unico, poca ginnastica di quella classica, se non quasi assente.
Nulla di weightlifting puro a beneficio di elementi di Powerlifting e Strongman. Per un atleta come Elisa workouts che non premiano le sue caratteristiche fisiche e le doti sulle skill di tecnica che padroneggia come poche.
Nel workout di puro crossfit (OHS e Burpees) al terzo e ultimo giorno è arrivata 6° con un accumulo di fatica che l’ha segnata in proporzione anche più della maggior parte delle altre avversarie per differente fisionomia. Una Dani Speegle, ad esempio, in questo wod è arrivata 15° su 20 pur avendo sicuramente accumulato in proporzione meno fatica in termini carico di lavoro per le sue caratteristiche chiudendo overall ottava. Ma sappiamo che la teutonica americana non è migliore di Elisa come atleta crossfit pura.



Inoltre, come ovvio che sia, i Rogue Invitational sono l’occasione per la casa dell’Ohio di presentare al mercato nuovi attrezzi e proporre nel mondo Crosstrainig nuove skill.
Sdoganati ormai i Log Bar Muscle Ups con la barra larga di legno al posto della sbarra di metallo e le Yoke Carry ormai ampiamente usati anche ai Games, quest’anno abbiamo visto l’abbondante uso delle Sandbag e l’introduzione della Power Stairs come esercizi unusual.
Ma la vera novità commerciale è stata il lancio della loro Ski Erg.
- Per questo i Rogue Invitational non sono i CrossFit Games, competizione che abbraccia ovviamente di più il concetto di Fittest on Earth a 360°. E’ certo che comunque sul floor dei Rogue accedono i migliori crossfitter del mondo ed essere presenti equivale ampiamente come essere ai Games se non di più.
- I Rogue Invitational non sono i CrossFit Games anche perchè la classifica finale conta giusto per il ricco montepremi ma meno per decretare il crossfitter più “fit”. Forse il più forte si, ma non necessariamente il più bravo. Considerando Elisa arrivata 16° e sottoposta a workout specifici “per grosse”, con il medesimo roster e con workout più eterogenei, non è escluso che sarebbe riuscita ad entrare nella top ten (bronchite permettendo).
- I Rogue Invitational non sono i CrossFit Games perchè si basano sul concetto di “inviti” anche se da un paio d’anni tale concetto è venuto un po’ meno con l’introduzione prima della fase di Qualifica, che assegna pochissimi slot (2 quest’anno) e in secondo luogo con il proprio Ranking da cui Rogue attinge (vedi sotto) per scegliere l’atleta che dovrà partecipare.
Un concetto ibrido di “invito” che si basa sul merito oggettivo. Per un’atleta essere ai Rogue Invitational è la massima aspirazione sportiva e provare a ritornare è decisamente un obiettivo che anche Elisa potrà prendere in considerazione.
Possiamo quindi serenamente dire che non esiste la dicotomia Rogue Invitational vs CrossFit Games.
Ma come funziona il ranking “Rogue Point Sistem”?
Prima di tutto c’è una classifica che si aggiorna col tempo e attualmente, ad esempio, Elisa Fuliano è 25°.
In secondo luogo non si sa quanti atleti vengono poi invitati, dipende da quanti slot assegnano alle Qualifiche. Slots che possono variare di anno in anno. Diciamo che essere tra i primi 15/20 si ha buone possibilità di rientrare.

La classifica è costruita con un punteggio assegnato a determinate competizioni scelte da Rogue come quelle principali del circuito:
- CrossFit Open
- CrossFit Quarter Final
- CrossFit Semi Final – Online
- CrossFit Sanctional
- Crossfit Games Win
- Crossfit Games Event Win
- Rogue Invitational Participation
- Rogue Invitational Win
- Rogue Invitational Event Win
- Wodapalooza
- World Fitness Project
Ogni competizione ha un punteggio in base al livello di difficoltà e di prestigio che Rogue assegna. Il massimo dei punti, 1000, viene dato all’atleta che vince i CrossFit Games o che vince i Rogue Invitational.
Inoltre i punteggi tengono conto di un Discout Factor che si alza con il passare del tempo e con una finestra temporale massima di 3 anni dove ogni anno i punti accumulati decrescono.
Tale deprezzamento si basa su una finestra di competizioni mobile annuale, non sull’anno solare.
Tuttavia, i punti per vittoria all’Invitational, vittoria ai Games e partecipazione all’Invitational sono fissi (“flat”) e non subiscono deprezzamento nel periodo di revisione di tre anni.
In sostanza, di volta in volta il punteggio viene deprezzato secondo quanto sotto.
| Year Delta | 4 | 3 | 2 | 1 | 0 | ||
| Discount Factor | 100% | 75% | 50% | 10% | 0% |
Attualmente, post Rogue Invitational, Elisa Fuliano è 25° overall senza l’accumulo di punti della stagione CrossFit di quest’anno in corso. Per quanto riguarda gli uomini, il primo degli italiani è Enrico Zenoni (45°).


Chissà infine il 2026 cosa ci riserverà in tema di location. Quasi certo che quest’anno per i Rogue Invitational sia stato l’ultimo in terra scozzese.
Si prospetta un ritorno in terra americana o un trasloco in altri Continenti inesplorati?

