La rivoluzione mancata: il Functional Fitness, il Powerlifting, e non solo, restano formalmente fuori dalla FIPE. Si dimette anche il Presidente Miglietta.
Forse avrete visto qualche articolo di giornale passare sotto traccia in questi ultimi giorni citando le dimissioni del Presidente, dott. Alberto Miglietta, e di altri Consiglieri dalla Federazione Italiana Pesistica (FIPE) dopo la bocciatura di una riforma dello Statuto seguita dal commissariamento della stessa.
Per chi segue il mondo CrossFit/Functional Fitness, per chi frequenta palestre affiliate, gare e conosce questo mondo, il tema era probabilmente più chiaro e soprattutto fondamentale: lo scorso fine settimana si votava per una modifica allo Statuto della FIPE che avrebbe riconosciuto al suo interno altre discipline “della forza” tra cui in particolar modo, all’articolo 1:
- Distensione su Panca (Bench Press);
- Powerlifting (Squat; Bench press; Deadlift);
- Fitness Funzionale agonistico
aprendo così le porte ufficialmente a tutti gli sport della forza.
Un percorso durato anni con l’introduzione, per quello che già ricordiamo noi, di un circuito chiamato Sthenatlon ridenominato di recente F3, investimenti in formazione, judging e quant’altro, con l’obiettivo un giorno di rendere questo movimento uno Sport vero e proprio con tutte le implicazioni che ne sarebbero conseguite e che ormai, utopisticamente ci vien da dire, inseguiamo da anni su vari fronti.
Quel giorno era arrivato.
Sabato 26 settembre 2026 la maggioranza degli aventi a diritto in FIPE ha evidentemente votato contro questa epocale trasformazione che avrebbe (pensate un po’!) anche ridenominato la stessa federazione in Federazione Italiana Pesistica Olimpica e Sport della Forza.
Nulla di tutto ciò.
Qualcosa evidentemente si è rotto nel meccanismo che avrebbe dovuto accompagnare l’ingresso di nuove discipline sotto l’ombrello della FIPE, fino a determinarne la bocciatura.
Le stesse discipline che da anni usano i medesimi bilancieri per sollevare chili durante i workout e che, a nostro personale avviso e opinione, hanno contribuito negli ultimi tempi a far rifiorire l’interesse per la Pesistica pura, dominio fondamentale per quanto riguarda il Functional Fitness.
Non sono pochi gli atleti, amici e conoscenti di chi scrive che spinti dalla voglia di migliorare tutti gli elementi col bilanciere hanno preso la decisione di frequentare per un periodo più o meno continuativo una palestra di pura pesistica olimpica a dimostrazione del fatto che la nostra disciplina può fare benissimo scopa con la nobile arte della pesistica di strappo e slancio.
Altre Federazioni hanno fatto passi clamorosi e coraggiosi: una su tutte la FIT che da Federazione Italiana Tennis è diventata FITP (Federazione Italiana Tennis e Paddle) aprendosi inesorabilmente ormai da tempo a quella marea di gente e di circoli che praticano questo nuovo sport. Non sappiamo se il paragone è azzeccato per modi, struttura e contesto di riferimento ma di certo in FIT, analizzando da puri osservatori distaccati, non hanno aspettato che la marea li travolgesse ma hanno accolto da subito le opportunità e sono diventati FITP.
Tornando al nostro caso, non sappiamo come sono andate le cose, sul perché è stato votato contro e quali sono state le reali cause che hanno portato ad una chiusura così netta nel portarsi dentro definitivamente il Fitness Funzionale (e non solo).
Di certo è che le modifiche allo Statuto avrebbero permesso all’intero movimento di essere riconosciuto come sport a tutti gli effetti esattamente come la Pesistica Olimpica anche se in una nota della bozza di riforma era chiaramente esplicitato che quest’ultima, assieme alla Pesistica Paralimpica, avrebbero continuato a rappresentare l’asset prioritario sportivo, istituzionale e identitario della Federazione, nonché il fondamento storico della sua missione.
Un movimento, quello del Functional Fitness, sempre più grande e in espansione e che avrebbe sicuramente avuto grandi numeri all’interno della Federazione per spingerene la crescita.
Come sarebbe stato inquadrato il Functional Fitness?
Non come disciplina autonoma, ma come disciplina appartenente ad un settore federale più ampio riconoscendola come Sport avendo altresì accesso ad una struttura federale consolidata con:
- esperienza federale;
- competenze tecniche;
- modelli organizzativi;
- percorsi formativi;
- garanzie istituzionali;
- protocolli antidoping
- ecc…
oltre ad attrarre anche contributi in termini economici qualificandosi all’interno di una Federazione CONI.
Ma soprattutto, ribadiamo ancora, sarebbe stato qualificato come Sport in modo formale.
Ci sarebbe stata la possibilità di riconoscimento internazionale?
Altro punto dolente che la bocciatura della riforma fa emergere.
Si, ci sarebbe stata questa possibilità proprio perché il nuovo Statuto, sempre all’articolo 1, avrebbe previsto:
“La FIPE può avanzare richiesta di riconoscimento agli Organismi Internazionali che riconoscono gli altri sport e discipline federali statutariamente previste”
Questo sapete cosa avrebbe potenzialmente significato? Inutile spiegarlo…
Inutile spiegare l’opportunità persa per il nostro sport. Per chi organizza gare e per tutti gli appassionati amatori e agonisti che fanno competizioni, ma anche per chi si allena al box ogni giorno pur senza velleità di gareggiare.
Cosa succede ora
Ora non sappiamo cosa succederà, si evince che a dicembre ci sarà una nuova elezione per un nuovo Presidente FIPE ma la sensazione è quella di aver perso per sempre un treno importante che avrebbe riconosciuto il Functional Fitness come Sport sotto l’alveo del CONI.
Altro aspetto difficile da comprendere è quale futuro attenda il progetto ex Sthenathlon® se la sua attuale casa federale, commissariata, ha appena respinto le modifiche che ne avrebbero sancito il riconoscimento statutario come attività sportiva. Troppe domande a cui non sappiamo rispondere.
La strada con la FIPE sembra chiusa, ce ne sono e saranno altre. Noi continuiamo a fare sport e ad allenarci a ciò che più ci piace e che ci fa star bene, che sia Pesistica Olimpica, Crossfit, Powerlifting o… Paddle!

