La gara meneghina mantiene molte promesse e fa parlare di se, in un bilancio che, alla fine dei conti, non può che essere positivo.

Partiamo subito dalle cose che, secondo gli addetti ai lavori, possono essere migliorate per questa edizione di Battledrome 2023 – Milano

Proprio perché questa gara può rappresentare il futuro per il movimento italiano, le cose vanno guardate in faccia e non bisogna avere paura di affrontarle. Vediamo com’è andata e chi ha vinto Battledrome 2023.

Il grande imputato, quest’anno, sembravano essere i workout, o per lo meno, alcuni di essi. Non abbiamo le competenze, né pretendiamo di averle, per giudicare l’aspetto tecnico (qualcosa a questo proposito lo ha sollevato Matteo Fuzzi nella sua intervista di sabato sul WOD 2), quindi ci limitiamo a dire che alcuni atleti lamentano di aver woddato troppo pochi minuti per un totale di 3 giorni di gara complessivi. Inoltre, alcuni team fanno notare anche di aver avuto poche occasioni per giocare di strategia, con il flow che già vincolava molto le scelte per decretare il “The Fittest” della manifestazione. Questo aspetto va sicuramente migliorato: per diventare grandi e per attirare i migliori atleti anche internazionali i wod devono essere il focus.

Forse si poteva sfruttare meglio un campo gara così grande, dividendolo in due parti e allungando così i wod di tutti però perdendo gli avanzamenti così lunghi che sono comunque piaciuti. Sono solo ipotesi.

Gli altri aspetti che ci sentiamo di segnalare sono accorgimenti, che possono aiutare a crescere ulteriormente:

  1. Area warm-up: era grande ma dava l’idea di essere confusionaria, con tanto spazio a disposizione si poteva renderla più funzionale e ordinata.
  2. Sfruttare ancora meglio l’area vendor: la zona era veramente molto bella ma non era chiara la comunicazione per il pubblico. Anche in questo caso i grandi spazi, che sono sicuramente un plus, vanno sfruttati al massimo per non diventare un handicap.
  3. Dato il caldo in finish line si poteva prevedere un rifornimento di acqua fresca puntuale per gli atleti che finivano di woddare.
  4. Biglietti: molti hanno anche quest’anno lamentato il costo dei biglietti. Lo riportiamo per dovere di cronaca, anche se riteniamo che pagare 10€ per stare una giornata intera in un contesto del genere, con il livello di atleti e di floor che c’era, fosse un prezzo più che adeguato. Eventualmente si può prevedere qualche sconto ulteriore per eventuali tifosi che vengono da lontano e che quindi devono affrontare un viaggio più o meno lungo, ma non aggiungeremmo altro su questo.

Tutto il bello di Battledrome Championship

La Location è senza dubbio l’aspetto migliore.

Per tutti i partecipanti, in qualunque veste fossero lì, il contesto era veramente impressionante, da evento di altissimo livello. Si può sfruttare meglio? Certo, ma non va mai abbandonato, è troppo bello come tipologia di floor.

Resta sempre il dubbio sul clima: se avesse piovuto? Considerando che le tribune per il pubblico sono già al coperto, rimane da considerare un piano B per il campo gara. Siamo certi che l’organizzazione avrebbe fatto il possibile per permettere agli atleti di woddare, se non all’asciutto, almeno in sicurezza e non sotto l’acqua battente adattando per quanto possibile i test proposti.

Gli atleti che abbiamo visto sul floor sono stati un altro grande punto a favore. La competizione è stata davvero avvincente, soprattutto perché animata da atleti di grandissimo livello. No, non stiamo parlando dei soliti nomi noti, gli elite o i nostri master per cui già in tanti hanno elargito infiniti e meritatissimi complimenti. Parliamo delle categorie regular ed experience, che hanno dato prova di una crescita non solo fisica ma di maturità, educazione e mentalità davvero enorme. Rubiamo le parole di un nutrizionista sportivo che stimiamo molto, Giacomo Lucchesi: “fare la vita da atleta professionista non essendo pagato, avendo un lavoro, una famiglia, una vita sociale; questo è quello che fanno gli eroi!”. E i ragazzi che hanno combattuto in questo floor sono dei veri eroi.

La diretta YouTube è forse passata inosservata perché è stata annunciata all’ultimo momento, ma è stata una cosa pazzesca! Ha solitamente dei costi spropositati, noi di Dummies at the Box lo sappiamo perfettamente, costi che è quasi impossibile coprire con una gara. Il fatto che i ragazzi l’abbiano realizzata è un dono che non deve né può passare inosservato. Se verrà confermata nei prossimi anni, sarebbe un elemento che aiuterebbe a mandare questa gara nell’Olimpo del CrossFit® aggiungendosi ai grandi eventi internazionali.

Anche in questo caso, sottolineiamo poi alcuni aspetti secondari che però ci sono piaciuti molto:

  1. Il clima rilassato: sarà il mood degli organizzatori, sarà il tanto spazio che permette lunghe passeggiate e diluisce i malumori, sarà che siamo tutti rientrati dalle ferie da poco, la verità è che abbiamo visto tutta gente serena. Ed è stato bello.
  2. La presenza di sponsor nuovi: intendiamoci, tutti gli sponsor del CrossFit® a noi piacciono moltissimo, conosciamo bene quasi tutti loro e siamo anche fedelissimi clienti, tuttavia pensiamo che aver portato sul floor tanti nuovi brand di questo calibro possa aiutare a far crescere il movimento. Speriamo che, più dei conti su questo evento in sé, sappiano ora vedere il potenziale della community e investirci a loro volta.
  3. La conferma di Judge Rules, di Project Judge e l’inserimento di Francesco Giardina: saremo di parte, ma per fare una roba fatta bene ci vuole gente che sappia fare il suo lavoro all’interno del giusto contesto. È più famoso al mondo Pierluigi Collina o Luca Morrassutto? Probabilmente il primo, ma non lo chiamerei mai a gestire un floor CrossFit®. Perché una gara funzioni bene, ci vogliono i professionisti giusti al posto giusto.
  4. L’equilibrio: in ogni categoria ci sono stati tanti ribaltoni di classifica, e nessuno era sicuro del posto. Avvincenti le battaglie nella classifica femminile, in quella maschile (per il secondo posto ma anche per entrare in finale) e nelle finali stesse, dove molti primi posti sono stati scalzati.
  5. L’ottagono: ancora una volta dobbiamo essere onesti. L’idea dell’ottagono piace a tutti. Lo sforzo immane degli organizzatori il sabato notte per costruire il Drome viene ripagato in un finale di competizione dove i migliori 8 atleti si sfidano all’interno dell’ottagono con flow in avanzamento che aiuta tantissimo lo spettacolo.

Enrico Zenoni e Jasmine Ghilardi vincono Battledrome 2023 – Recap della gara

Gli atleti da cui ci aspettavamo le prestazioni migliori non hanno tradito le attese. Per quanto riguarda la categoria Elite Man vince Enrico Zenoni che si porta a casa per la seconda volta consecutiva la cintura di Battledrome e 2.000€ di Prize Money. Mai in difficoltà, il campionissimo si conferma il più forte crossfitter italiano e sembra essere in un ottimo stato di forma. Non tanto per questa vittoria, quanto per il periodo che sta attraversando: voleva vincere tutto dalle Semifinals in poi e ci sta riuscendo.

Tra l’altro Zeno è l’unico che riesce a chiudere il primo workout all’interno del time cap di 10 minuti con un tempo di 8’37’’, per un test che ha fatto discutere nei giorni pre-gara proprio a causa del cap-time molto tirato.

La vera battaglia però si è vista subito dietro di lui: avvincente il testa a testa tra Leonardo Barneschi e Niccolò Colli. Per tutta la competizione si rincorrono fino all’ottagono conclusivo dove Niccolò ha tirato fuori una prestazione da metronomo tenendo dietro Leonardo proprio grazie ad una finale che riporta l’atleta seguito da Matteo Fuzzi ad alti livelli.

Entusiasta della gara, Niccolò non nasconde il suo apprezzamento alla location che gli ricorda il campo del North Park di Madison.

Sempre negli Elite Man possiamo tranquillamente dire che è mancato un protagonista cui tutti siamo affezionati: il ritiro di Augusto Gesso nell’ultimo giorno di gara sicuramente non ci voleva per lo spettacolo, anzi, avremmo voluto vedere il solito Augusto battagliare per le posizioni che solitamente gli competono. Semplicemente non era l’atleta che tutti conosciamo, il motore faticava ad accendersi e per non rischiare infortuni ha deciso di fermarsi.

Veniamo alle ragazze. L’ingresso nella leaderboard di Jasmine Ghilardi ha mischiato le carte per quella che alla vigilia poteva sembrare un podio già scritto. Delle tre ragazze salite sul podio nessuna ci è sembrata mai particolarmente in affanno, ma dietro di loro spingono tante giovani che vogliono salire sulla giostra delle grandi: molto bene Evelin Meler, head coach di CrossFit® Fonderia che dimostra da un po’ di essere “la prima delle altre”, ma che sta sempre più avvicinando il suo livello di fitness a quello delle top; citazione meritata anche per Margarita Tkach che chiude quinta: chi ci conosce e legge sa che sono mesi che diciamo che la ragazza andrà molto lontano. Bene Chiara Salandra (terza), benissimo Martina Borrini (seconda)

Nelle altre categorie, come detto, riscontriamo un livello atletico molto alto, con l’inserimento di skill particolarmente impegnative. Basti pensare all’HSW con piroetta richiesta ai Regular. In questa categoria vincono Silvia Licchelli per le ragazze e Davide Bugata che rimonta su Mattia Cerminara.

Ennesima vittoria per Silvia Bastici nella categoria Experience W che conferma che potrebbe puntare al salto: sarà l’ultima gara experience per lei? Per gli uomini sale sul gradino più alto Nicola Suzzi, anch’egli grazie a una grande finale.

La gara dei Team, la novità di Battledrome 2023

Altra novità di Battledrome Championship 2023, l’ingresso dei Team da 4 persone esattamente come viene proposto nelle grandi gare internazionali.

La categoria Master 150+ era quella più attesa con nomi importanti che formavano il roster di gara. È stata oggettivamente una gara in cui il livello era davvero molto competitivo e di grandissimo spessore, e lo spettacolo è stato godibile.

Si prende la vittoria il Team Rude&Kind che mette in campo grandi atleti tutti in ottima forma: Serena Bonacina, Michele Ferrari, Jessica Seghetto e Renato Fezia. Partenza a razzo la loro, ma vittoria non facile perché tallonati a soli 2 punti dal team Tutto il Resto è Noia formato da Maddalena Oneda, Antonio Sala, Anna Pudia e Giuseppe Girelli. Anche loro si aspettavano di fare bene e così è stato, bravi e affiatati nonostante i pochi allenamenti assieme, cosa che comunque accomuna molti team. Gareggiare in 4 in Italia è inusuale e non facile da organizzare.

Un po’ indietro – quinti overall – un’altra formazione attesa da tutti: Team Rude Barbarians (Andrea Di Salvatore, Federica Mandrici, Federico Ticenghi e Giada Nicolini) che sconta un periodo di poca attività di alcuni componenti dopo l’emozionante trasferta di Madison per Andrea Di Salvatore.

Vittoria di misura per il Team Zertolini (Manuel Balconi, Giorgio Bizzotto, Martina Di Biase e Laura Di Biase) per i Regular. Piadina e Beta Alanina, uno dei nomi più curiosi e divertenti, salgono in cima al podio negli Experience (Barbara Antonioli, Gioia Caminiti, Alessandro Capanni e Andrea Ragazzini).

CONSIDERAZIONI FINALI

Se siete arrivati a leggere fin qua, intanto, vi ringraziamo.

Non ci resta che dare appuntamento a Battledrome Championship 2024, augurandoci che questa gara continui a crescere e migliorare dove occorre per il bene della Community italiana e di tutto il sistema CrossFit®.

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