Si conclude una sfortunata edizione del WZA: nutrita la presenza di crossfitters italiani
Tra soddisfazione di coloro che hanno raggiunto il sogno di parteciparvi alla rassegnazione e stupore di molti nel rendersi conto che non è sempre tutto ora quello che luccica. L’edizione 2026 del Wodapalooza Fitness Festival di Miami sarà ricordata anche per il maltempo e le polemiche oltre che per i risultati sportivi.

Una serie di forti piogge e condizioni meteo instabili hanno infatti condizionato pesantemente la competizione, costringendo gli organizzatori ad annullare diversi workout e a rivedere più volte il programma della gara. Una situazione che ha inevitabilmente generato malumori tra atleti e team, con numerose critiche legate alla gestione dell’evento.
Workout cancellati, altri stoppati mentre gli atleti stanno woddando e judging sotto accusa. Oltre alle difficoltà logistiche causate dalla pioggia, diversi atleti hanno segnalato problemi sugli standard del comparto giudicante e alla gestione degli score.
Tra le lamentele più frequenti:
- mancanza di uniformità nelle valutazioni dei giudici e standard non chiari
- errori nella registrazione dei punteggi specie sul workout di corsa sulla spiaggia
- comunicazioni poco chiare durante lo svolgimento della gara.
Una combinazione di fattori che ha contribuito a creare un clima di frustrazione tra molti competitor presenti a Miami alimentando una “user-experience“, come direbbero gli smanettoni informatici, non da evento così blasonato. Durante questi giorni sui social sono girate parecchie dichiarazioni specie per quanto riguarda gli atleti italiani che maggiormante seguiamo.
Duro Leonardo Barneschi: “Si conclude la peggior gara della mia vita.
E non per le mie performance.
Organizzazione non all’altezza anche con il sole.
Il quinto workout lo possono fare loro.”

Non fa sconti Andrea Di Salvatore “È un vero peccato, davvero una cattiva organizzazione sotto tanti punti di vista. Personalmente su tre workout effettuati ho passato più tempo in area appeal per scoring errati che a scaldarmi. Così non te la godi, non è possibile!
@wodapalooza quest’anno male male male.”
Più morbido Andrea Belussi. “Si chiudono così i miei primi @wodapalooza Purtroppo cancellato ultimo evento per maltempo e successivamente l’intera competizione! Chiudo 5° overall e sono contentissimo! Aldilà di tutte le polemiche che stanno montando per me è stata la realizzazione di un sogno ed è stato bellissimo! Grazie WZA! Grazie MIAMI“
Roberto De Gennaro con un po’ di amaro in bocca:
Finisce qui..
Non possiamo controllare le avversità meteorologiche, ma un evento del genere NON PUÓ NON AVERE UN PIANO B, detto questo sono soddisfatto di essere arrivato negli USA e aver dato il meglio di me, nonostante qualche errore che mi ha penalizzato.
Gli ultimi 2 workout che erano per me i più favorevoli sono stati annullati purtroppo.. mi sarebbe piaciuto tanto testarli.. accettiamo tutto e guardiamo avanti, adesso cercherò di metabolizzare e cogliere il positivo nonostante tutto
Antea Longo: “Come ogni gara mi sono preparata e mi sono messa in gioco. Gareggio dal 2012 e ripercorrendo la preistoria del CrossFit sono tanti i ricordi di belle gare del passato. Quest’anno il wodapalooza ha deluso, in primis gli atleti da tutto il mondo con pacco gara deludente, area atleti e piano B per pioggia inesistente, area di riscaldamento inadeguata, workout cambiati nonostante ci fosse il sole, l’unica cosa che si è salvata è stato lo spirito incredibile dello staff.”
C’è da fare una considerazione distinguendo ciò che si può controllare da ciò che non si può controllare.
Il meteo è una variabile incontrollabile e per una gara all’aperto, in spiaggia, rappresenta l’ostacolo più grande. Ci sono stati altri Wodapalooza nel passato con momenti di pioggia ma forse mai come l’edizione del 2026, con scrosci e temporali molto forti. Essere sulla spiaggia rappresenta un serio pericolo per l’incolumità non solo degli atleti ma per chiunque si trovi nei paraggi. Non tanto a causa del bagnato quanto per il vento e fulmini. Cosa sarebbe successo se malauguratamente un fulmine avesse colpito qualcuno?
Di contro avere un piano B per una gara come il WZA potrebbe essere auspicabile, però quale? Traslocare tutto in un palazzetto (che non c’è a Miami Beach)? Montare preventivamente delle strutture al chiuso più resistenti? Far concludere i wod mancanti nei box limitrofi?

Sicuramente diverso il tema scoring, judging e gestione delle situazioni. Poca chiarezza e organizzazione non all’altezza per la gestione degli atleti nei momenti di difficoltà creando un’esperienza, al netto del meteo che comunque incide, da dimenticare. La poca attenzione verso l’atleta in linea generale è quello che più fa rimanere con l’amaro in bocca con workout cambiati all’ultimo anche senza reali necessità e poca comunicazione.
Persone, atleti, coach che spendono migliaia di euro, dollari, per essere a Miami e godere di una competizione sì spettacolare ma che quest’anno, vuoi per qualche cambio di regia al vertice societario, vuoi per eventi sfortunati, non ha soddisfatto. Essere a Miami è uno sforzo economico non per tutti specie in questo periodo storico.
Parlando di sport, i vincitori della categoria Elite Indy sono: James Sprague e Lucy Campbell. Per i Team Elite Female vince il trio Gabriela Migala, Alexis Raptis e Page Rodgers (ex Powers) mentre per i Team Man trionfano Justin Medeiros, Dallin Pepper e Jason Hopper.
Quasi tutte le categorie di fatto concludono la loro esperienza al WZA con 2 workout in meno. Alcuni box locali hanno dato la loro disponibilità a far effettuare, per chi voleva, il 26.3 previsto come workout di gara.
Elite: gli italiani in gara
Anche quest’anno diversi atleti italiani erano presenti nella divisione Elite. Tra le donne Elite erano in gara:
- Martina Borrini
- Elisa Fuliano
Per Elisa Fuliano, campionessa italiana e tra le atlete più attese, non è stata un’edizione particolarmente fortunata ma forse, per come è andata, tutto sommato ci sono meno rimpianti. Elisa era arrivata a Miami con un piccolo strappo al quadricipite rimediato in allenamento circa dieci giorni prima della gara provando proprio un wod del WZA con Squat Clean e Bike, un problema fisico che ha inevitabilmente condizionato la sua prestazione e si è dovuta ritirare dopo 3 workout. Conclude 17° Martina Borrini, fa il suo in un roster molto forte non trovando workout che mettessero pienamente in luce le sue caratteristiche: bene così comunque.

Nella divisione Elite Men spicca invece la prova di Leonardo Barneschi, che ha chiuso la competizione con un solido 12° posto finale e se la gara fosse continuata… Barneschi ha inoltre ben figurato nel Workout “Heavy After Dark”, dove ha ottenuto un ottimo 4° posto, dimostrando grande competitività su uno dei palcoscenici più importanti del circuito e uno degli squat più solidi del panorama internazionale. Hyrox non fa per lui 🙂 (rivedi la vecchia intervista su IG @dummiesatthebox ad Hyrox Milano).
- Da segnalare l’incredibile prestazione di Antea Longo (Master 35-39) che chiude al 2°posto, di Thomas Gambardelli (2° overall) che dimostra come i nostri ragazzi giovani stiano crescendo. Infine gli expolit dei Master Nausicaa Foroni (1°) e di Manolo Alberti (2°).
Ecco la tabella riepilogativa organizzata per Categoria, Divisione, Atleta/Team e Posizione:
| Categoria | Divisione | Atleta/Team | Posizione |
|---|---|---|---|
| Elite Team Women | Team | Ronin Hurricanes (Elettra Sirotic, Chiara Salandra, Francesca Ambrosini) | 19ª |
| RX Team Man | Team | Ronin Heat (Riccardo Mozzoni, Lorenzo Canedoli, Andrea Armenante) | 18° |
| RX Team Women | Team | Fem Feroce (Marta Cocconcelli, Linda Dondero, Francesca Canobbio) | 7° |
| RX Men | Individuale | Valerio Tufo | 6° |
| RX Men | Individuale | Luca Guerra | 17° |
| RX Men | Individuale | Saverio Cardone | 8° |
| RX Men | Individuale | Federico Ticenghi | 27° |
| RX Men | Individuale | Daniele Comune | 35° |
| RX Men | Individuale | Francesco Motta | 32° |
| RX Women | Individuale | Lucia Celle | 6ª |
| RX Women | Individuale | Anita Cantini | 7ª |
| RX Women | Individuale | Alessandra Conzo | 28° |
| RX Pairs Men | Team | Max Effort System Broski (Giuseppe Di Turro, Emanuele Visicale) | 12° |
| RX Pairs Men | Team | Los Amigos (Simone Senno, Leonsjo Guma) | 14° |
| Intermediate Male | Individuale | Marco Vojnikovic | 20° |
| Intermediate Women | Inviduale | Denise Lentini | 7° |
| Intermediate Women | Individuale | Rachele Dilillo | 25° |
| Intermediate Women | Individuale | Alexandra Radini | 35° |
| Open Male | Individuale | Dimitri Colli | 13° |
| Teens 16–18 Boys | Individuale | Thomas Gambarelli | 3° |
| Teens 16–18 Boys | Individuale | Lorenzo Pussini | 7° |
| Masters 35–39 Women | Individuale | Antea Longo | 2° |
| Masters 35–39 Women | Individuale | Francesca Marchiori | 4° |
| Masters 35–39 Women | Individuale | Valentina Facchini | 10° |
| Masters 35–39 Women | Individuale | Federica Mandrici | 14° |
| Masters 35–39 Women | Individuale | Francesca Grieco | 17° |
| Masters 35–39 Men | Individuale | Roberto De Gennaro | 8° |
| Masters 35–39 Men | Individuale | Dorian Memko | 10° |
| Master 40–44 Men | Individuale | Andrea Belussi | 5° |
| Master 40–44 Men | Individuale | Maurizio Cesali | 6° |
| Master 40–44 Men | Individuale | Renato Fezia | 8° |
| Master 40–44 Men | Individuale | Antonio Bruno | 17° |
| Master 40–44 Women | Individuale | Serena Bonacina | 10° |
| Master 40–44 Women | Individuale | Cristina Florentina Andries | 12° |
| Master 45–49 Men | Individuale | Andrea Di Salvatore | 11° |
| Master 45–49 Women | Individuale | Nausica Foroni | 1° |
| Master 45–49 Women | Individuale | Rita Maggio | 8ª |
| Master 50–54 Men | Individuale | Pierpaolo Pesenti | 6° |
| Master 50–54 Men | Individuale | Daniele Parrini | 7° |
| Master 50–54 Women | Individuale | Barbara Macaluso | 4° |
| Master 50–54 Women | Individuale | Valentina Belotti | 8° |
| Master 55+ Men | Individuale | Manolo Alberti | 2° |
Nonostante numerosi buoni piazzamenti da parte degli atleti italiani, l’edizione 2026 del Wodapalooza lascia inevitabilmente spazio a diverse riflessioni.
Il maltempo ha certamente complicato il lavoro degli organizzatori, ma le critiche emerse durante il weekend, tra judging non sempre uniforme, punteggi contestati e modifiche al programma, hanno segnato in modo evidente la competizione.
Il Wodapalooza resta uno degli appuntamenti più iconici del calendario internazionale del fitness competitivo, uno show a cui tutti gli appassionati di CrossFit hanno sempre ambito e sognato per quell’aria di Festival che da anni si respira a Miami.
Tuttavia, quanto accaduto a Miami in questa edizione dimostra quanto l’organizzazione e la gestione degli eventi diventino decisive tanto quanto la performance degli atleti sul campo gara. Per molti competitor, italiani compresi, il 2026 sarà ricordato come un’edizione combattuta non solo contro i workout, ma anche contro condizioni e dinamiche fuori dal floor che ne hanno condizionato la riuscita e che lasciano riflettere su come alcune gare italiane abbiano fatto passi da gigante su molti aspetti.

