Simultaneamente Coach di Atleti – Wod Designer – Judge? Eliminare potenziali conflitti di ruoli perseguendo standard comuni e Fairness Policy nelle gare
Abbiamo a che fare con uno sport di nicchia, per lo meno dal punto di vista competitivo, e questo da una parte facilita la crescita del movimento e l’assorbimento di idee da più parti. Dall’altra chiaramente, questo status di eterno sport che deve trovare una sua definitiva collocazione ne limita lo sviluppo in termini di visibilità e risorse.
Per trovare il giusto assetto, serve perimetrare alcune questioni; se parliamo di competizioni e ci rivolgiamo ad atleti semi-professionisti a maggior ragione occorrono degli standard univoci e delle regole chiare. Regole di base che tutti dovrebbero seguire.
Senza troppi giri di parole, serve una Federazione e il lavoro di AFFI in Italia è più importante di quello che viene percepito da molti addetti ai lavori.
Avere degli standard e delle Policy di base comuni tra gare di crosstraining (e perchè no, di CrossFit con la ® anche se lì, guidano altri aspetti più commerciali che sportivi) risulta sempre più di attualità partendo da dei Regolamenti di Gara chiari e ben perimetrati.
Tempo fa, ormai molto tempo fa, ne parlammo in questi due articoli:
- I Regolamenti delle Gare sono sempre chiari? In cui analizzavamo alcuni Ruelbook con le più disparate regole e, in alcuni casi, mancanza di chiarezza;
- Novità Ranking PJ 3.0 in cui si annunciava, oltre ai fine tuning sul Ranking sviluppato da PJ, alcuni interventi strutturali sui Regolamenti delle competizioni per uniformarli e introdurre alcuni elementi giuridici.
Decisamente degli ottimi passi in avanti su cui sicuramente c’è ancora da lavorare per trovare un assetto comune su alcune regole che solo una Federazione potrebbe dare e imporre, a partire da un aspetto spesso sottovalutato ma di rilevanza predominante in una gara di crossfit. La scrittura dei workout.
Viene garantita la terzietà dei ruoli? Una riflessione a margine
Quello che si dovrebbe, in linea teorica, evitare è il sorgere di un conflitto di interessi. Ma in che termini? A cosa ci riferiamo in questo articolo?
Spesso gli organizzatori di gara per strutturare i workout si affidano a Coaches di grande esperienza che offrono la loro competenza per disegnare wod coerenti con le esigenze della competizione, in linea con gli standard crossfit e/o IF3 e soprattutto che siano testanti, completi e divertenti.
Parallelamente, in alcuni casi, potremmo trovare all’interno dei comparti giudicanti delle gare coches altrettanto preparati che per passione mettono a disposizione il loro tempo prezioso durante i week-end mettendosi in gioco nell’esperianza di Judge.
Ma cosa succede se:
- in una Gara X di crosstraining vengono fatti scrivere i workouts a un Coach Y,
- il qualc Coach Y è Founder di una programmazione specifica per atleti, e
- ricopre simultaneamente anche il ruolo di Judge (o Head Judge) della Gara X ?
In linea generale a nostro parere si configura un potenziale conflitto di interessi che si dovrebbe in linea di principio evitare, anche se non sempre rappresenta una violazione formale del regolamento se non espressamente normato.
Chi scrive i workout non dovrebbe essere coinvolto nel giudizio (diretto o indiretto come giudice o head judge) degli atleti che lui allena nel caso in cui questi ultimi siano presenti sul floor di gara.
Il Judge dovrebbe essere una figura esterna e imparziale, o almeno evitare di giudicare atleti con cui ha un rapporto diretto e per questo tale triplice ruolo andrebbe evitato a monte.
In un mondo ideale:
- Ogni atleta dovrebbe competere in condizioni di parità di trattamento.
- L’organizzazione dovrebbe assicurare che non vi siano vantaggi indebiti derivanti da relazioni personali, professionali o economiche.
- Viene considerato conflitto di interessi qualsiasi situazione in cui un membro dello staff possa avere interessi che influenzino o possano influenzare la propria imparzialità.
Per questi motivi generali e di buon senso, ci sentiamo di dire che servirebbe una Fairness Policy comune a livello alto che abbracci alcuni concetti di mitigazione dei potenziali conflitti partendo magari dalla fattispecie in questione, definendo che la persona incaricata di progettare i workout della competizione:
- non deve ricoprire ruoli che comportino interazione diretta nel giudizio degli atleti che segue personalmente (es. propri clienti, iscritti alla sua programmazione).
- non può ricoprire il ruolo di Head Judge della competizione se tra gli atleti partecipanti vi sono atleti da lui allenati o iscritti alla sua programmazione, salvo previsione di eccezioni regolamentate.
- deve garantire che i workout proposti non favoriscano in modo specifico un particolare gruppo di atleti.
Chiaramente per ora parliamo di casi più teorici, forse, che pratici.
Qualora per necessità operative un coach/founder di programmazione atleti ricopra più ruoli, l’organizzazione potrebbe applicare alcune misure quali:
- Pubblicazione anticipata di workout e standard (minimo 14 giorni prima della gara per permettere a tutti gli atleti di avere le stesse informazioni minimizzando gap informativi).
- Esclusione del coach/founder che ha scritto i workout di gara dal giudizio diretto degli atleti (non può fare il giudice qualora abbia degli atelti in gara).
- Presenza di un Judge Supervisor esterno, responsabile di verificare la corretta applicazione degli standard.
- Procedure di ricorso trasparenti e verbalizzate.
Questo “triplo ruolo“, probabilmente ad oggi più teorico che pratico, è solo un esempio di ciò che a nostra opinione andrebbe evitato e regolamentato per raggiungere la piena trasparenza tra alteti e organizzazione di gara dimostrando come sia necessario un Ente “superiore” che fornisca linee guida comuni per competizioni sempre più fair, trasparenti e professionali.
Tanto si sta provando a fare con la buona volontà di alcuni, a partire dal tema sempre attuale e caldo degli atleti che si iscrivono ad una categoria che non gli appartiene. Non è fair, punto. Tra chi lascia libero spazio decisorio agli atleti e ai coach e chi prova a mettere delle regole comuni per limitare il problema.
La dimostrazione che il perseguimento di una Federazione è un obiettivo imprescindibile.

