Due parole sui continui blocchi che il nostro profilo ha ricevuto negli ultimi mesi

Ebbene mai avremmo pensato di scrivere un pezzo che nulla in realtà c’entra con il CrossFit® o con l’allenamento. Eppure, in qualche modo, siamo quasi costretti.

Costretti a parlarne a causa del silenziatore che il popolare social ci ha imposto, senza se e senza ma per la seconda volta in un mese. Questo accade a noi che cerchiamo di portare, saremo anche ripetitivi, contenuti mai banali, scontati e di qualità su questo argomento. Da quando la nostra attività ha ripreso a viaggiare con più costanza, siamo cresciuti anche dal punto di vista dei social e la nostra pagina Instagram stava avendo (ci piacerebbe ancora parlare al presente) un buon seguito. Certo, i colossi stranieri che parlano di questo sport sono inarrivabili, quanto è inarrivabile la loro presenza e forza sul campo che noi non possiamo mettere.

La nostra redazione, piccola, continua a fare il proprio lavoro con passione indipendentemente da quanto accade ad un profilo Instagram, ma è pur vero che oramai questo social network, per il CrossFit®, rappresenta praticamente la vetrina principale dove mostrare i propri contenuti. Che tu sia un atleta, un influencer, un’azienda di settore o una semplice testata editoriale fatta di amatori di questo movimento, essere su questo social è importante. Forse ormai troppo.

Amatori che si improvvisano giornalisti potrebbero dire alcuni. Bene. Ci sta. Seguirci non un obbligo né un dovere. Per questo probabilmente le strane dinamiche che si manifestano su Instargram sono fuori luogo e delle volte ci siamo chiesti se la nostra presenza su IG abbia realmente senso per la tipologia di contenuti che proponiamo. Per ora la risposta è stata sempre positiva.

COS’E’ SUCCESSO?

La risposta a questa domanda proviamo a darla ma non subito. Facciamo un passo indietro, ad un mese fa. Esattamente a metà maggio in cui stavamo scrivendo un post come tanti altri. In quel frangente Instagram ha incominciato a riportare degli strani errori con l’impossibilità di aggiornare il feed. Tempo cinque secondi e un messaggio automatico riportava che l’account è stato sospeso perchè non rispetta le Linee Guida della community in materia di spam.

Ecco il primo feedback: SPAM. Siamo stati targhettizzati come spam. Neanche per sogno abbiamo mai installato bot automatici per l’acquisto o la crescita di follower o cose simili, sia chiaro.

Dopo qualche giorno, nuovo messaggio con scritto:

Il tuo account è stato disabilitato perché non rispettava le nostre condizioni. Non potrai più vederlo e nessun altro potrà più vederlo. I comportamenti non consentiti includono la raccolta di “Mi piace”, follower o condivisioni in maniera artificiale; la pubblicazione di contenuti ripetitivi e il contatto ripetuto di persone a fini commerciali e senza il loro consenso.

Buio più totale, nessuna possibilità di parlare o scrivere ad una assistenza degna di questo nome. Blocco, senza possibilità di appello alcuno.

Decidiamo di contattare il Reparto Digital di Apes-Lab per affidarci ad un loro consulto tecnico. Miracolosamente riescono a ripristinare il profilo in 48h, ma da Instagram, nessuna spiegazione. Solo una mail, ovviamente automatica, in cui ci viene comunicato che il profilo è stato riattivato e i contenuti non hanno subito modifiche. Bene diciamo noi, grazie! Esultiamo e ringraziamo (e lo facciamo ancora oggi) il supporto Digital di ApesLab.

LA STORIA NON FINISCE QUI

Esattamente. Non finisce perchè tempo un mese e la storia si ripete da capo, ancora inspiegabilmente, ancora mentre scrivevamo un post. Esattamente lo stesso film da capo, come sopra. Senza una motivazione valida (almeno per noi poveri utenti) e senza una spiegazione che possa dipanare dubbi, sospetti o altro. Stessa modalità, stessi errori, stessi messaggi automatici, stesso silenzio, stessa impossibilità di parlare con qualcuno.

Sospetti? Tendiamo ad escludere ogni sorta di segnalazione da parte di haters, malfidati follower o utenti invidiosi. Che poi, invidiosi di che cosa? Direi di nulla. Però largo al beneficio del dubbio sia chiaro ma analizzando in modo più oggettivo possibile, ecco alcune considerazioni:

  • è possibile essere costantemente bannati in modo automatico a seguito di segnalazioni “farlocche” da utenti “farlocchi”?
  • è possibile che non esista un controllo di secondo livello che decreti se quelle segnalazioni siano più o meno attendibili e siano oggettivamente finalizzate a segnalare qualcosa di veramente illecito?
  • se vero quanto sopra: profili da 100k di follower, quante segnalazioni farlocche subirebbero ogni giorno? Matematicamente, visti i numeri, innumerevoli volte maggiori rispetto a DummiesattheBox. Quindi sarebbe più il tempo speso a disattivare/riattivare account che per gestirli.

Detto quanto sopra, ci piacerebbe conoscere i motivi reali che hanno portato a queste disabilitazioni che rischiano di farci perdere 2 anni di contenuti, lavoro e tempo dedicato. Onestamente tutto ci porta a pensare che questi blocchi siano il frutto di bug latenti sul nostro profilo che in determinate occasioni crasha senza apparente motivo. Non so se è più una nostra speranza o una illusione per una spiegazione (poco) logica, ma tanto, cambia poco.

Qualsiasi sia la reale genesi di questi blocchi, che arrivino da segnalazioni o da effettivi bug di sistema, una cosa è certa: Instagram non è una piattaforma affidabile. Non è possibile che si venga disabilitati senza possibilità di appello e senza motivazioni sottostanti consistenti. Per la nostra esperienza non è possibile, pertanto, affidarsi totalmente a loro per la propria attività come non è possibile impostare un lavoro di mesi e anni solo IG oriented.

Per questo, fortunatamente, noi siamo una piattaforma multicanale e ci potete leggere, seguire ed ascoltare sul sito web, YouTube, Spotify, Google Podcast e Apple Podcast.

Ah, siamo anche su Facebook, lì non siamo stati bannati e questo fa capire la coerenza di un social network come il loro visto che le due piattaforme sono sotto lo stesso cappello.

COSA FARE?

Assieme al Reparto Digita di Apes-Lab non ci arrendiamo. Sperando che quanto sopra sia uno spunto interessante per chi utilizza costantemente IG.

Intanto la storia continua anche su altri canali se avete il piacere di seguirci e leggerci visto che ci sono in canna degli approfondimenti su:

  • South….
  • …..
  • No nessuno spoiler, seguiteci.

Grazie

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About Author

CrossFit lover over years with hystorical passion for sports, analysis and journalism.
Training early morning, working class for an Investment Banking daily, writing something on the blog late.
Founder of Dummies at the Box italian crossfit blog

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