Martina Forino e Emanuele Biviano hanno in questa estate partecipato a gare all’estero: ci raccontano la loro esperienza e la loro emozione!

Non di soli Games (ne trovi l’intero reportage sul nostro magazine) vivono i CrossFitter, nemmeno ad agosto: in giro per il mondo e per l’Europa in particolare ci sono diverse competizioni, e noi abbiamo sentito due nostri atleti di punta che si sono cimentati proprio nelle ultime settimane:

  • Martina Forino, che ha chiuso 39^ la sua prima esperienza all’estero, all’European Championship di Nottingham;
  • Emanuele Biviano che ha vinto i Giochi Estivi di České Budějovice, in Repubblica Ceca (i genoani malati come me sapranno o saranno contenti di sapere che si tratta della città natale di Tomáš Skuhravý).

Abbiamo chiesto loro un po’ di info e di raccontarci la loro gara e la loro estate.

Martina a The European Championship di Nottingham

  • Come sei venuto/a a conoscenza di questa gara e che percorso hai fatto per accedervi?

E – un anno fa gli organizzatori della gara in Repubblica ceca sono venuti in Italia per motivi di lavoro, ci siamo allenati insieme e hanno deciso di invitarmi alla loro gara invernale a team di dicembre: ci sono andato con Enrico Zenoni, dopo aver vinto ci hanno invitato anche alla loro gara estiva e ho deciso di partecipare anche a questa.

M – Me ne ha parlato il mio coach, da un po’ di tempo volevo provare un’esperienza fuori Italia e grazie alla sua esperienza abbiamo identificato questa competizione. Sono entrata come 27esima su 60 posti disponibili, a fronte di circa 116 ragazze iscritte.

Emanuele ai Giochi Estivi in Repubblica Ceca
  • È la tua prima gara internazionale?
    • Se no, Quando hai saputo che ti eri qualificato come hai reagito? Che emozioni hai provato?
    • Se sì, a quali altre avevi già partecipato? L’emozione è sempre la stessa o con l’esperienza “migliora”?

E – È la mia terza gara internazionale, ma devo dire che sono sempre più orientato nel partecipare fuori dall’Italia. Avevo partecipato prima in Spagna e poi in Repubblica Ceca alla gara invernale con Enrico. L’emozione del campo gara è sempre presente, indipendentemente da dove ti trovi: visto il gran lavoro e le ore di tempo spese ad allenarmi, sono sempre curioso di capire il livello raggiunto gara dopo gara. L’esperienza aiuta solo ad avere più fiducia in sé stessi!

M – è la mia prima gara Elite all’estero, a inizio anno avevo sfiorato la qualifica al French Throwdown (fuori di sole 7 posizioni!). Il primo pensiero alla notizia della qualifica è stato di puro terrore perché, se in Italia ormai sono abituata e conosco l’ambiente, all’estero è tutto nuovo. Alla fine è stato come rivivere la mia prima qualifica a una gara: timore ma anche tanta emozione!

  • Che differenze ci sono fra gareggiare in Italia e gareggiare in Europa?

E – La differenza principale, secondo me, tra l’Italia e le gare all’estero è data soprattutto dalla presenza abbondante del pubblico, e la conseguente attenzione ai minimi particolari per rendere al pubblico uno spettacolo più bello possibile. Se una gara è affollata, sul floor gli atleti sono molto più coinvolti e gasati!

M – La grande differenza che ho notato è stata sull’organizzazione: non ci hanno detto i wod, tranne il primo e un altro dei sei che ho affrontato, tutto il resto lo si scopriva al briefing della mattina. Inoltre non c’era una timeline, quindi si doveva essere sempre pronti e capire in autonomia quando fosse il proprio turno, presentandosi al momento giusto in batteria. Per fortuna, l’immensa e attrezzatissima area warm-up, difficile da trovare in Italia, ci consentiva di allenarci e prepararci sempre molto bene.

Martina alle qualifiche ha chiuso 27esima su 116 ragazze
  • Hai avuto modo di conoscere e parlare con gli altri atleti? Com’è l’ambiente in una gara fuori dall’Italia?

E – Secondo me sta ad ogni singolo atleta la voglia di fare amicizia e di confrontarsi con i propri avversari, per questo si troveranno sempre persone propense al confronto e all’amicizia e altre più chiuse, a cui la competitività non permette di divertirsi e quindi interagire. Io sono uno di quelli che prova a fare amicizia con più persone possibili!

M – Non conoscevo nessuna ragazza e ho un inglese un po’ basic ma l’ambiente era davvero rilassato. Pur a fronte di un livello molto alto, la competitività era sana e c’era complicità, così ne ho approfittato per stare con le altre ragazze ogni volta che ho potuto, soprattutto in area warm-up! Per come l’ho vissuto io, l’ambiente è molto simile a quello italiano e si fa molto community.

Emanuele, allenato da Matteo Fuzzi, ha vinto sia la gara a team di Dicembre con Enrico Zenoni, sia l’individual di questa estate
  • Cosa ti porti a casa da questa esperienza?

E – Da questa esperienza porto a casa più chiarezza, sia su di me come atleta, sia su quello che voglio fare in futuro, ovvero tante gare all’estero!

M – Mi porto a casa quello che cercavo e quello che mi serviva, cioè motivazione, che stava un po’ scemando, grinta e tantissima consapevolezza sia dei punti di forza sia, soprattutto, delle debolezze, che in gara vengono sempre fuori. C’è ancora moltissimo su cui posso e voglio migliorare.

  • Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Riproverai gare all’estero?

E – Nei prossimi mesi andrò a fare un’esperienza di circa tre mesi negli Stati Uniti, con l’obiettivo di allenarmi al meglio e fare chiarezza sul mio futuro personale e di atleta.

M – Mi sono qualificata per il Madrid Championship, del 9, 10 e 11 settembre; ho programmato molte gare in Italia ma voglio alzare l’asticella e andare ancora all’estero. Voglio arrivare sempre più in alto e quindi cerco gare non alla mia portata per uscire dalla confort zone. Nel 2024 andrò mirata sulle gare giuste, concentrandomi solo su quelle che contano!


Insomma ragazzi, qui siamo di fronte al futuro del CrossFit® italiano.

A prescindere dai risultati di questi ragazzi, che hanno ottenuto e che otterranno, ci piace pensare che siano esempi e simboli per tutti coloro che spingono e sudano sul floor e che ambiscono a fare di questa passione qualcosa di più.

C’è spazio, c’è entusiasmo, c’è fame.

Noi di Dummies at the Box ci siamo, per dare voce a ciascuno di voi!

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