Associazione tra inattività sportiva e Covid

Tratto da un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica British Journal of Sport Medicine

Ancora una volta vengono pubblicati studi che dimostrano come l’inattività fisica sia uno dei rischi che maggiormente concorrono a rendere più fragili i soggetti e quindi più esposti a contrarre il virus del Covid19.

Un recentissimo articolo viene reso pubblico sulla rivista scientifica British Journal of Sport Medicine https://bjsm.bmj.com/content/early/2021/04/07/bjsports-2021-104080 dove vengono descritti i dati raccolti e i risultati ottenuti che mettono in chiara evidenza l’associazione tra sedentarietà e rischio di essere sottoposti al virus che tanto ci sta facendo penare.

I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 48.440 adulti moderatamente obesi (BMI medio = 31) con diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 tra gennaio e ottobre 2020. I soggetti, con un’età media di 47 anni, erano per il 62% donne e nella metà dei casi non presentavano patologie pregresse come diabete, cardiopatie o tumori. Al contrario una persona su cinque (18%) era affetta da una patologia, mentre quasi un terzo del campione (32%) soffriva di due o più disturbi.

Ebbene le persone fisicamente inattive avevano più del doppio della probabilità di finire in ospedale a causa del Covid-19. Essere attivi fisicamente significa fare un minimo di 150 minuti di attività sportiva alla settimana, una media approssimativa che prende come campione qualsiasi persona, da un anziano a un soggetto giovane. Quindi tale numero può e deve essere modulato in base allo stato del soggetto e all’età.

Esercizio fisico regolare previene l’incidenza inoltre di altre patologie che possono in qualche modo aggravare la sintomatologia del Covid19 come ipertensione, diabete e colesterolo alto; è questa la sintesi e il principale takeaway.

Quando dobbiamo ancora aspettare per capire che lo sport e l’attività fisica è da considerare alla stregua di un’attività necessaria e rilevante?

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